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Oliero grotte

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OLIERO e le sue Grotte.(VI)



Se vi capita di viaggiare dal nord al sud, vi potreste trovare a passare vicino a luoghi poco pubblicizzati se non nella zona di appartenenza, come il caso delle Grotte di Oliero. E' una frazione del comune di Valstagna in provincia di Vicenza, posizionata a circa metà della valle del Canale di Brenta. L'omonima parrocchia dipende dalla Diocesi di Padova. Oliero è tra le località coinvolte nelle vicende che, tra l'XI secolo e il XIII secolo, videro come protagonista la potente famiglia degli Ezzelini. Il toponimo è citato nel computo delle molte proprietà della casata, stilato dopo la sua sconfitta avvenuta nel 1260. Successivamente la borgata di Oliero appartenne all'antica Federazione dei Sette Comuni. Le Grotte di Oliero sono un complesso cavernicolo che si trova alle pendici del massiccio dell'Altopiano dei Sette Comuni, in prossimità dell'abitato di Oliero. Dalle grotte sgorga gran parte dell'acqua che penetra attraverso l'Altopiano e hanno origine le sorgenti del fiume Oliero, che vengono considerate tra le più importanti sorgenti valchiusane d'Europa. La grotta/sorgente di Oliero è la più copiosa del Veneto, versando circa 8 milioni di metri cubi d'acqua al giorno. Gli sbocchi, chiamati nel dialetto locale "covoli", sono quattro: due sono secchi (il covolo degli assassini o degli Ezzelini e il covolo delle soree, sorelle ) e due sono gli attuali sbocchi verso il fiume. Dal principale di questi due (il covolo dei Siori, signori, o grotta di Parolini) si può accedere con delle barche all'interno delle grotte stesse. Il sifone della sorgente è stato esplorato per circa 2,5 km sugli otto stimati. Sembra essere uno dei più lunghi d'Italia. Le temperature dell'acqua e dell'aria all'interno della grotta sono pressoché costanti durante tutto l'anno, rispettivamente con 9 e 12 gradi centigradi. Tra le caratteristiche delle grotte ci sono delle stalattiti calcaree di cui una lunga circa 14 metri. Era noto che Alberto Parolini, naturalista, proprietario dei terreni e che per primo aprì le grotte al pubblico nel 1832, aveva immesso nelle acque alcuni esemplari di Proteo, provenienti dalle Grotte di Postumia: alcuni anni fa degli speleologi subacquei ne hanno rintracciati una quarantina, tante, classico esempio di carsismo. Se lo desiderate, potreste fermarvi a riposare sui prati circostanti, o consumare, nel pieno rispetto della natura, anche un pasto utilizzando l'attrezzatura (tavoli e panche) messi a disposizione da chi custodisce e protegge, l'intero parco. In questo caso, Elegantya vi augura un buon divertimento, segnalandovi questo luogo d'interesse per il vostro tempo libero.



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